Auricolari e cuffie con cancellazione dei rumori possono impigrire il cervello

Il sospetto di un medico inglese

Auricolari e cuffie con cancellazione dei rumori possono impigrire il cervello

Almeno un vantaggio insindacabile l'uso di cuffie o auricolari con cancellazione del rumore ce l'hanno: aiutano ad ascoltare la musica a un volume mediamente più basso rispetto a quello che servirebbe senza la tecnologia che tende una mano in ambienti in cui il silenzio è una chimera, il che, secondo la scienza, rientra fra gli accorgimenti per preservare la salute dell'udito. Eppure la scienza inizia ad avere qualche dubbio sul fatto che l'uso delle cuffie con cancellazione del rumore procuri solamente vantaggi.

Scremare, infatti, continuamente i rumori di fondo potrebbe procurare anche degli effetti indesiderati. Il dubbio che non siano tutte rose e fiori lo instilla Renee Almeida, responsabile clinico di audiologia per adulti presso l'Imperial College Healthcare NHS Trust di Londra. Il medico ha notato un anomalo aumento del numero di pazienti che si recano in clinica per un check banalissimo: chiedono dei test all'udito per capire se è tutto ok.

Ma il problema non è "hardware" ma "software", non sta nelle orecchie ma è nel cervello. A quanto pare infatti gran parte dei pazienti non ha problemi di udito ma li ha a localizzare la provenienza dei suoni, o a focalizzare l'attenzione sulle parole di qualcuno mentre parla in ambienti caotici, rumorosi, come treni, ristoranti, aeroporti. La condizione ha un nome: disturbo dell'elaborazione uditiva, e viene (o veniva?) diagnosticata spesso nei bambini.


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