Il Garante Privacy mette in guardia sull'uso illecito di spyware: possibili sanzioni milionarie

lentepubblica.it Il Garante della Privacy ha lanciato un severo monito contro l’utilizzo di software di sorveglianza come “Graphite”, sviluppato dalla società israeliana Paragon Solutions Ltd. L’Autorità avverte che l’impiego di tali strumenti al di fuori dei limiti previsti dalla legge rappresenta una violazione della normativa sulla privacy e potrebbe comportare multe fino a 20 milioni di […] The post Il Garante Privacy mette in guardia sull'uso illecito di spyware: possibili sanzioni milionarie appeared first on lentepubblica.it.

Il Garante Privacy mette in guardia sull'uso illecito di spyware: possibili sanzioni milionarie

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Il Garante della Privacy ha lanciato un severo monito contro l’utilizzo di software di sorveglianza come “Graphite”, sviluppato dalla società israeliana Paragon Solutions Ltd.


L’Autorità avverte che l’impiego di tali strumenti al di fuori dei limiti previsti dalla legge rappresenta una violazione della normativa sulla privacy e potrebbe comportare multe fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo degli autori della violazione.

L’intervento del Garante è arrivato dopo la pubblicazione di articoli di stampa e le segnalazioni di cittadini preoccupati per l’uso indiscriminato di spyware. L’Autorità ha ribadito che qualsiasi intercettazione di comunicazioni elettroniche, al di fuori delle finalità strettamente legate alla sicurezza nazionale o all’attività investigativa per reati, deve rispettare le disposizioni vigenti sulla protezione dei dati personali.

Allarme su Graphite e la sua diffusione

Secondo le informazioni emerse, il software “Graphite” sarebbe in grado di infiltrarsi nei dispositivi senza il consenso dell’utente, copiando ogni dato archiviato. Questo spyware, diffuso attraverso file PDF inviati via WhatsApp, avrebbe compromesso i sistemi di alcuni cittadini italiani, tra cui anche giornalisti. WhatsApp Ireland Ltd ha provveduto a informare gli utenti coinvolti con avvisi di sicurezza, segnalando il rischio di compromissione dei loro dispositivi.

Di fronte a questa minaccia, il Garante ha sottolineato che l’utilizzo di tali strumenti da parte di soggetti non autorizzati costituisce una violazione del Codice della Privacy. Inoltre, ha ribadito che qualsiasi soggetto che utilizzi informazioni ottenute tramite spyware rischia sanzioni economiche rilevanti.

Il Governo nega il coinvolgimento dei servizi segreti

In merito alla vicenda, la Presidenza del Consiglio ha smentito qualsiasi coinvolgimento dell’intelligence italiana, affermando che non sono stati effettuati controlli su giornalisti o altri soggetti tutelati dalla normativa sulla sicurezza nazionale. Tuttavia, il Garante continua a monitorare la situazione e si riserva di intraprendere ulteriori azioni per individuare eventuali responsabili delle violazioni.

Le conseguenze legali per chi viola la normativa

Il provvedimento del Garante evidenzia che chiunque utilizzi software spia come “Graphite” o sistemi analoghi senza una giustificazione legale valida rischia sanzioni fino a 20 milioni di euro, in base all’articolo 166 del Codice della Privacy. Inoltre, chiunque ritenga di essere stato vittima di un’intrusione non autorizzata può rivolgersi all’Autorità per ottenere tutela.

Il caso solleva ancora una volta il dibattito sulla cybersicurezza e sull’uso di tecnologie di sorveglianza. Il Garante invita alla massima cautela e ribadisce l’importanza di un controllo rigoroso su strumenti che possono mettere a rischio la riservatezza dei cittadini.

Il testo del provvedimento del Garante della Privacy

Qui il documento completo.

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