Katia Follesa spiana Chiara Ferragni con 3 parole: viene giù l'Ariston

E anche la terza serata è finita in soffitta. Ora l'invasione delle cover, poi il gran sabato reale e ci si rivede l'anno prossimo (a Dio piacendo). Ebbene, cosa è accaduto ieri nell'universo festivaliero? Intanto sono sembrati tutti parecchio sereni e rilassati, e non poteva andare in altra maniera, del resto gli ascolti hanno toccato picchi da Monte Everest e quando arrivi in cima all'Everest puoi anche abbassare le pulsazioni e goderti il paesaggio. Il resto lo ha fatto la tipica serata del giovedì, da qualche anno spartiacque sereno e paciarotto per chi ha superato con agio i primi due, temibilissimi, appuntamenti con l'auditel. È stata la serata delle tre grazie, Miriam Leone, Katia Follesa, Elettra Lamborghini, anticipate dalle canzonette di Edoardo Bennato (sempre attuali). La Leone, oggi mamma felice, in mattinata ha difeso orgogliosamente il suo ruolo di “fu” Miss Italia. In un periodo in cui tutti provano a mortificare o dimenticare un certo tipo di italianità, è stata chiar

Katia Follesa spiana Chiara Ferragni con 3 parole: viene giù l'Ariston

E anche la terza serata è finita in soffitta. Ora l'invasione delle cover, poi il gran sabato reale e ci si rivede l'anno prossimo (a Dio piacendo). Ebbene, cosa è accaduto ieri nell'universo festivaliero? Intanto sono sembrati tutti parecchio sereni e rilassati, e non poteva andare in altra maniera, del resto gli ascolti hanno toccato picchi da Monte Everest e quando arrivi in cima all'Everest puoi anche abbassare le pulsazioni e goderti il paesaggio. Il resto lo ha fatto la tipica serata del giovedì, da qualche anno spartiacque sereno e paciarotto per chi ha superato con agio i primi due, temibilissimi, appuntamenti con l'auditel.

È stata la serata delle tre grazie, Miriam Leone, Katia Follesa, Elettra Lamborghini, anticipate dalle canzonette di Edoardo Bennato (sempre attuali). La Leone, oggi mamma felice, in mattinata ha difeso orgogliosamente il suo ruolo di “fu” Miss Italia. In un periodo in cui tutti provano a mortificare o dimenticare un certo tipo di italianità, è stata chiarissima: «Non potrei mai rinnegare il mio passato». Brava, bene, bis. E comunque cosa le vuoi dire, stiamo parlando di una bellezza rara (pare che i complimenti siano ancora consentiti, forse). La rossa Miriam introduce la prima cantante della serata, Clara, altra giovane artista parecchio piacente (e siamo a un altro complimento, il rischio denunzia incombe).

 

 

Clara canta, se ne va, e cede il palco alla seconda co-conduttrice di serata, che poi è la Lamborghini, fanciulla che per molti resta un'incognita senza soluzione: «Ma come è possibile che costei riesca sempre a piazzarsi ovunque, persino all'Ariston? Mah». Il quesito non ha risposta, fatto sta che la signorina si palesa in splendido abito luccicante, dice frasi di una certa profondità come «Questo palco mi mette pauraaaaaaa!» e, comunque, dimostra una certa naturalezza che male non fa. In più, cosa le vuoi dire, pure la regina dei reality – li ha fatti tutti - ha il suo perché.

Manca la terza Grazia ed eccola lì, Katia Follesa, si manifesta sulla temibile scalinata e ipotizza di scendere con un bob. Dice “La mia Liguria!”, ringrazia Carlo («Mi hai voluto qui, buongustaio») e inizia il suo personalissimo mini-show: «Quest'anno ci sono più conduttori che cantanti. Il mio codice è 107». Quindi prende per i fondelli il buon Conti, accusato in questi giorni di essere piuttosto sbrigativo: «Carlo, so che sei uno che fa veloce... Tutto-tutto fai veloce?». Risate persin sguaiate. Poi una gag autoironica sul suo aspetto fisico: «Ho voluto presentarmi in forma, mi sono preparata, ho fatto tantissima ginnastica. Tanti mi chiedono “qual è il tuo segreto?”. È tutto frutto di tanto sport. Obiettivo raggiunto!». Quindi, fiume in piena: «Comunque prometto che non ballerò, non canterò e non devolverò il mio cachet in beneficenza». E tira una stoccata alla Ferragni: «Carlo, faccio un monologo... almeno una bella lettera a me bambina, alla me nonna, alla me chihuahua». Il pubblico ride assai, un bimbo risponde a domande a caso sulla storia del Festival, la serata scorre veloce, i Duran Duran ci fanno tornare ai meravigliosi Anni 80 e buonanotte ai suonatori (letteralmente). 

 

 

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