Malgioglio su Mahmood: "Mi ha copiato, ma il mio è più lungo

Cristiano Malgioglio questa settimana ha rilasciato un’intervista al settimanale Chi per commentare...

Malgioglio su Mahmood: "Mi ha copiato, ma il mio è più lungo

Cristiano Malgioglio questa settimana ha rilasciato un’intervista al settimanale Chi per commentare la sua esperienza come co-conduttore del Festival di Sanremo. “Scendendo quelle scale tutti abbiamo la gola secca. Allora ho pensato a una persona sola mentre mi lanciavo, ho pensato a Raffaella Carrà. Poco prima di lasciarci ci eravamo sentiti, in quella telefonata che non sapevo sarebbe stata l’ultima mi aveva detto: “Cristiano, resta così come sei, perché quando arrivi tu la televisione cambia completamente colore”. Mi è tremato il cuore“.

Fra i suoi outfit più chiacchierati quello con lo strascico rosso, visto due sere dopo anche addosso a Mahmood.

Mahmood? Quando è uscito con questo grande drappo rosso… Che vuole che le dica? Il mio strascico era di cinquanta metri, era molto più lungo. E per comporlo mi hanno aiutato due persone preziose della sartoria. Si chiamano Rocco Tessitore e Alfonso Parete, li possiamo citare? […] Lo strascico è quello che rimarrà nella storia di questo Festival di Sanremo, è l’immagine iconica“.

Cristiano Malgioglio, l’esperienza a Sanremo

“C’è stata gioia, c’è stata allegria e ho avuto vicino a me una donna come Bianca Balti, l’ho vista ed è stato amore immediato. Le davo tutta la mia energia, mi sono occupato più di lei che di tutto il resto, sono stato, spero, confortante. Partendo da lei per arrivare nelle case degli italiani. Oggi guardandomi indietro vedo che non c’è nulla che non è andato come doveva. Anche i giorni difficili non sono passati invano. Mi è un po’ dispiaciuto che un giornalista abbia scritto che ho finto di essere emozionato. Vede, cinquant’anni di tv sulle spalle e ancora mi dispiaccio. Questo significa che l’emozione me la porto sempre addosso, anche adesso qui con lei. Sono un essere umano. Avrei voluto cantare, questo sì, con Adam, il più grande d’Oriente, ma era in tour, non poteva”.

E ancora: “Nino Frassica è stato meraviglioso. Non sapevo nulla della parrucca – siamo grandicelli io e lui – ce la caviamo un po’ da noi, ci sorprendiamo, sorprendiamo gli autori. Anche le pantofole panda me le sono messe senza chiedere a nessuno e le ho mostrate dicendo: “È un animale in via d’estinzione, un po’ come me”.

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