Produzione industriale in calo da 23 mesi, Orsini (Confindustria): “Subito un piano triennale per il rilancio industriale”
Emanuele Orsini esprime forte preoccupazione per i dati negativi sulla produzione industriale italiana, in calo da ben 23 mesi. Il presidente di Confindustria sollecita un piano di rilancio triennale e interventi urgenti a livello nazionale ed europeo, per evitare che la crisi si estenda ad altri settori. Fari puntati su automotive e energia, ma anche sulla crisi degli investimenti per la quale occorre dare subito chiarimenti sul piano Transizione 5.0 e "ripristinare Transizione 4.0". L'articolo Produzione industriale in calo da 23 mesi, Orsini (Confindustria): “Subito un piano triennale per il rilancio industriale” proviene da Innovation Post.
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“È assolutamente necessario concentrare l’attenzione di tutti per affrontare le difficoltà che da due anni si addensano sulla nostra produzione industriale”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, commenta i dati diffusi dall’Istat che certificano ben 23 mesi consecutivi di calo per la produzione industriale. “La discesa del 3,5% registrata nel 2024 è peggiore delle attese, perché i dati di dicembre (-7,1% sullo stesso mese dell’anno precedente, ndr) da soli hanno pesato per un terzo di questo risultato negativo”.
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Valutare con attenzione le dinamiche dei diversi settori
Orsini invita a valutare con attenzione le dinamiche dei diversi settori. Il rallentamento biennale della manifattura italiana, infatti, “non è una crisi di sistema come nel caso della Germania, che spinge in basso con la sua recessione l’intera crescita europea”. E dunque “osservando i settori italiani è evidente che il calo generale si deve a fattori molto diversi”.
I due settori “con gravi perdite a doppia cifra” sono auto e moda-tessile. Sull’Automotive, in particolare, Orsini chiede che si provveda a lavorare subito in Europa per l’azzeramento delle multe ai produttori europei, la revisione al bando del motore endotermico e la neutralità tecnologica.
“Ci sono poi i settori energivori che perdono in maniera rilevante per l’aumento dei costi”, prosegue Orsini. Su questo l’Italia può fare da sola: “Il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia dipende da noi: disaccoppiare in bolletta remunerazione della produzione da gas rispetto a quella da rinnovabili si può fare a livello nazionale, e va fatto subito”, spiega.
Infine ci sono settori, come i beni intermedi e i beni strumentali per la produzione, macchinari e robotica, “che perdono per il freno agli investimenti nel nostro paese. Tutto questo, in assenza di correzioni drastiche, rischia di contaminare anche settori che finora stanno tenendo a galla con fatica l’economia italiana”.
Un piano triennale per il rilancio industriale
Il presidente di Confindustria chiede quindi “un piano serio di rilancio industriale, di prospettiva triennale” che si affianchi ad alcuni “interventi immediati”.
Sul fronte europeo l’Italia deve impegnarsi perché la nuova Commissione Ue agisca, come anticipato, sulla questione Automotive e sulla rimodulazione degli ETS (il meccanismo delle quote di scambio di quote delle emissioni). Si tratta – dice Orsini – di “correggere errori che altrimenti ci espongono a grandi rischi”.
Per quanto riguarda l’Italia, dice Orsini, servono “scelte rapide e nette. Serve un vero e proprio piano di misure adeguate, perché senza industria non c’è crescita né coesione sociale. Ma servono anche misure immediate”.
Oltre al tema del disaccoppiamento in bolletta della remunerazione della produzione da gas rispetto a quella da rinnovabili, si deve correggere la rotta sul fronte degli incentivi.
Chiarire Transizione 5.0 e ripristinare Transizione 4.0
“Per fare ripartire gli investimenti servono scelte di realismo”, osserva Orsini. Bisogna “prendere atto che rischiamo ormai di perdere l’occasione dei 6,3 miliardi di incentivi a Industria 5.0: una misura troppo complicata, con limiti imposti anche a livello europeo e su cui servono urgenti chiarimenti perché ora le imprese sono disincentivate ad investire con un orizzonte di pochi mesi”.
Orsini chiede che si dia “pieno vigore all’Ires premiale, eliminando limitazioni per estendere copertura e platea”.
E poi di “riattivare Industria 4.0 dotando il piano di nuove risorse finanziarie. Questo sarebbe un atto concreto: molte più imprese investirebbero, con tempi meno stringenti, e ci renderebbe competitivi verso l’estero”.
“Ora – conclude Orsini – serve correre e ridurre drasticamente la burocrazia per mettere a terra le misure utili alla crescita del paese. Ci aspettiamo che il governo e le forze politiche di tutti gli schieramenti facciano proprio questo appello ad agire, liberando il potenziale delle imprese italiane. Confindustria è pronta a fare la sua parte”.
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